Lodi, 25 giugno 2026

(Francesco Carrubba) Al piano di sotto la cucina e la sala con il divano, la scala a chiocciola porta a una stanza con due letti e il bagno. Tutto nuovo. I tre appartamenti, inaugurati oggi, si trovano in una palazzina riqualificata con i fondi Pnrr in Corso Archinti, possono accogliere fino a 6 persone e verranno assegnati entro fine giugno, nell’ambito degli interventi promossi dal Comune e dall’Ufficio di Piano di Lodi. Il Pnrr ha previsto fondi ad hoc per un costo totale di 710mila euro: 500mila per la ristrutturazione degli immobili e l’acquisto degli arredi e 210mila per le attività di accompagnamento all’autonomia delle persone.

"Chi vorrà potrà uscire così dal percorso dei dormitori - spiega il sindaco Furegato. - Queste case comunali, insieme ad altri immobili, daranno risposte abitative a chi fatica ad accedere alle graduatorie. Stiamo aumentando gli alloggi a disposizione della comunità, dando servizi abitativi permanenti e temporanei. Speriamo che questi alloggi vengano usati per tempi brevi, in modo che gli utenti sfocino poi nel mercato privato: c'è un principio di responsabilizzazione. Il diritto alla casa resta una priorità". L'intervento si inserisce nel modello Housing First, che riconosce nell'abitazione il primo passo fondamentale per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone in condizioni di grave marginalità.

I tre appartamenti infatti sono destinati all’accoglienza temporanea di persone senza dimora e in condizioni di grave vulnerabilità sociale: "Dopo il dormitorio di via Defendente presentato alla città la settimana scorsa, gli alloggi possono rispondere all'ambizione di chi vuole fare esperienze di vita autonome", aggiunge il primo cittadino e l'assessora alla casa Mariarosa Devecchi: precisa: "Da progetto, i fondi dovevano essere spesi per la grave emarginazione, un target che trova difficilmente case sul mercato. Non potevano essere usati per altro. L'emozione oggi è grande".

Presenti al tradizionale taglio del nastro la Vicaria del Prefetto Francesca Piccolo, il direttore del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze dell'Asst Giancarlo Cerveri, il Comandante provinciale dei Carabinieri Colonnello Alberto Cicognani, la consigliera regionale Roberta Vallacchi, l'assessore al patrimonio Marco Mascheroni, il responsabile dell'Ufficio di Piano Stefano Boggi, rappresentanti della Caritas Lodigiana e del terzo settore. La gestione degli alloggi sarà affidata a Fondazione Casa della Comunità.

La Referente Area Innovazione e Sviluppo dell'Ufficio di Piano Dina Fiammelli ha concluso: "Tutto questo è frutto del lavoro congiunto con il Comune ed è un ulteriore tassello nel sistema territoriale di contrasto all’emarginazione. Chi usufruirà degli alloggi avrà a disposizione anche un percorso educativo con la Cooperativa Eureka".

L’offerta abitativa per chi è in condizioni di grave marginalità vede già presenti sul territorio 5 monolocali di proprietà del Comune di Lodi, gestiti da Associazione Progetto Insieme, e un alloggio di proprietà di Fondazione Caritas Lodigiana a Sant’Angelo.